Covid, pre-condizione per lo sviluppo di un trauma?

Aggiornamento: 11 ago


Dalle riflessioni di Bessel van der Kolk si apprende che la condizione in cui ci troviamo in questo particolare momento può essere definita “pre-traumatica”, nel senso che ci sono quelle condizioni che possono favorire l’insorgere di turbamenti di vario genere (fisici, economici, psicologici). Nella fattispecie vengono identificati 7 aspetti tipici della quarantena, che ormai diamo quasi per scontato:

  1. Perdita di prevedibilità del mondo conosciuto

  2. Immobilità

  3. Perdita di connessione

  4. Ottundimento e Distanziamento

  5. Perdita del senso del tempo

  6. Perdita del senso di sicurezza

  7. Perdita di senso e scopo nella vita Oltretutto va anche considerato che il fenomeno della pandemia è qualcosa di totalmente nuovo per le attuali generazioni, senza nessun termine di paragone, cosa che contribuisce ulteriormente alla difficoltà di lettura della situazione attuale.

Cerchiamo ora di sintetizzare alcuni passi utili per affrontare il delicato momento, in contrapposizione ai punti precedenti.

  1. Ritrovare la prevedibilità: creare abitudini, appuntamenti e piccole prevedibilità che ci collochino in un tempo definito; agende o calendari per sintetizzare attività ludiche, relazionali e lavorative.

  2. Fare movimento, non solo fisico ma anche mentale: agire per reagire. Il corpo sta accumulando moltissime energie. Evitare la passività, che facilmente sfocia in aggressività, irritabilità e violenza e contemporaneamente utilizzare le proprie energie per FARE (spesa, lavoretti, cucina, pulizie, ballo, canto, sesso,…). Auto-regolarsi: ascoltare ed ascoltarsi per controllare emozioni, comportamenti e pensieri; calmarsi, rilassarsi e sentirsi (magari tramite yoga, meditazione o mindfulness).

  3. Restare connessi: coltivare interazioni sociali e “sintonizzarsi” con gli altri, interagire, far incontrare gli sguardi sono concetti prima scontati ma ora difficili; può essere utile giocare, ballare, cucinare insieme, magari anche con l’aiuto di una videochiamata. Percepire i visi degli altri ci permette di non perdere riferimenti esterni, di condividere e aumenta, di conseguenza, il tono dell’umore.

  4. Ottundimento e Distanziamento: sentirsi confusi anche a causa del distacco sociale (cibo, TV, videogiochi, social); qui è importante reagire, essere consapevoli della situazione esterna ed interna, meditare ma soprattutto capirsi. Lo scopo della meditazione è il processo attentivo: non necessariamente deve piacere la pratica, ma l’effetto benefico che produce ci permette di ritrovare la presenza mentale e una maggiore lucidità.

  5. Perdita del senso del tempo: percepire se stessi all’interno del tempo che scorre, respirare in modo consapevole per superare ansie e rigidità.

  6. Perdita del senso di sicurezza: sentirsi centrati e calmi, magari ascoltando la musica che ci piace o ci rilassa; la tranquillità può passare anche dall’interazione con i propri cari, cosa che in questi giorni non è disponibile per tutti. Esprimere il proprio stato interno, le proprie preoccupazioni e i propri disagi, evita il tenersi tutto dentro che può far perdere la lucidità, aumentando il senso di sicurezza personale.

  7. Perdita di senso e scopo nella vita: troppo spesso si identifica la propria vita con il lavoro e in occasione di una prolungata permanenza in casa si tende a perdere di vista la propria identità. Qui è importante progettare a breve e a lungo termine, focalizzarsi sui propri spazi e con-centrarsi su di sé, ascoltando ed accogliendo il corpo, la mente ed i bisogni.

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